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Most
Excellent European City Hotel 2003
Award Nomination
Condé
Nast Johansens |
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Marchio
di Qualità 2002
Camera
di Commercio di Torino |
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Hotel
of the Year Award 1997
Miglior Prima Colazione
Award Nomination
Hotel
Business and Management |
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| Gente
Viaggi
Lidia Ravera
...Sarà
Torino a ospitare le Olimpiadi Invernali nel 2006. Tutta
questa ricchezza e centralità diminuirà
il suo fascino? Lo chiedo a Riccardo Vallinotto, proprietario
dell'Hotel Victoria, un gioiellino di 100 camere nel
cuore della città, definito dal New York Times
«The best bargain in town». "Perché
Torino è tanto affascinante?", gli chiedo.
"Perché
si nasconde, è una città segreta. Non
è commerciale. Noi
non abbiamo uno spirito commerciale, amiamo chi ci ama,
ma non ci impavesiamo per essere amati. Quando
uno si innamora di Torino gode dell'eccitazione di chi
ha fatto una scoperta".
Per me, tornata dopo tanti anni, non più cittadina,
ma turista, la sorpresa è stata proprio l'Hotel
Victoria. La
hall è un salone arredato con autentici mobili
antichi, le poltrone accanto al caminetto acceso, una
diversa dall'altra, sono tutte armonizzate tra loro,
nelle stanze carte da parati (ignifughe per legge) che
richiamano le famose Sanderson da eleganza londinese,
copriletti tende tovaglie tavolini tutto è coordinato,
ma non ci sono due stanze uguali. La colazione la puoi
consumare in un giardino fiorito o nel salotto che sul
giardino si affaccia e il buffet è ricco e accurato.
Tutto,
dalle tazzine con il logo dell'albergo (una Victoria,
appunto, la carrozza taxi che stazionava davanti agli
hotels inglesi dei tempi di Dickens) al marmo grigio
o verde delle stanze da bagno, è scelto con una
cura maniacale, femminile, da residenza privata. Mi
congratulo e il dottor Vallinotto mi presenta sua moglie,
Ada Maria, che ha arredato l'hotel. "Pensando di
avere ospiti, non clienti". Nello spirito di questa
coppia, due cinquantenni colti che hanno viaggiato e
che amano conversare a bassa voce, ritrovo la mia città
natale, la ritrovo nel principio di understatement per
cui questo hotel dagli agi squisiti inalbera tre stelle
e non quattro, come meriterebbe. "Chi esce di qui
è sorpreso d'aver ricevuto più di quello
che si aspettava". E' la stessa sensazione che
prova chi riparte, dopo un weekend, da Torino. |
Architectural
Digest Italia
Fanny Bianchi
L'Hotel Victoria, in via Nino Costa, è davvero
un'esperienza: più che un albergo assomiglia
a una nobile casa cittadina. La hall piena di autentici
pezzi d'antiquariato e mobili d'epoca, le camere spaziose
e confortevoli, ciascuna intonata a uno schema cromatico
diverso, piccole trovate architettoniche, le nicchie,
i baldacchini, le sculture, certi riferimenti giapponesi,
gli arazzi, suscitano un sentimento dell'abitare che
ha poco a che fare con quello tipicamente anodino degli
alberghi. L'accoglienza è calda, il servizio
attento ma non invadente, la cura dei particolari sorprendente
e piacevole, con piatti, vetri e argenti di design e
fiori freschi a ingentilire stanze e saloni, la qualità
complessiva molto superiore alla categoria. Proprio
una bella cartolina di una Torino segreta, un po' francese,
che non c'è più, e forse non c'è
mai stata. |
La
Guida Rossa Michelin
Mobili antichi, sinfonie di colori, baldacchini, cura
puntuale dei dettagli negli ambienti personalizzati
di una dimora elegante con pochi rivali per atmosfera
e fascino.
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Alberghi
d'Italia 2002 - Le Guide de l'Espresso
Nel centro elegante di una città d'affari, a un
passo da via Roma e piazza San Carlo, vicino a teatri,
Conservatorio, musei, gallerie d'antiquariato e capisaldi
storici dello shopping torinese, il Victoria è
un albergo tranquillo e romantico. L'ampio salotto, entrando,
è un tripudio di fiori freschi, abat-jour, divani
e poltrone avvolgenti e comode, luci soffuse sistemate
in bell'ordine con gusto. Gli ascensori rivestiti di stoffa,
legno e decorazioni di madreperla sono una preziosità.
Le camere, confortevoli, eleganti, spaziose e con frigobar,
sono arredate con mobili americani della Virginia. Il
personale, con cartellino sul petto con il nome scritto
in chiare lettere, è disponibile e sorridente;
il servizio è eccellente. Questo piccolo gioiello
- così è stato definito - è stato
creato con gusto, competenza e ricercatezza.
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Specchio
Edoardo
Raspelli
Ha
più di cento camere, ma non ve ne accorgerete
neppure. Di gente attorno a voi ne trovate, ma vi sembrerà
di essere a casa vostra, immersi nel silenzio e nella
tranquillità. Il Victoria non è un albergo,
è la più bella, calda, avvolgente, emozionante
casa a tre stelle d'Italia. I prezzi, se vogliamo, sono
un po' più alti della media della sua categoria,
ma il confort, l'arredo, l'ambientazione, il suo fascino
sono assolutamente impagabili. Siete nel cuore di Torino,
in una parallela di via Roma, nello stretto angolino
di una strada corta e chiusa che oggi finisce con dei
lavori in corso, ma domani vanterà il verde di
un comodo parcheggio sotterraneo. E così avrete
anche risolto l'unico "difetto" del Victoria,
visto che oggi il garage più vicino è
a 50 metri. L'albergo è stato creato in un'anonima
casona anni Trenta da una coppia che ha fatto di storia
e arredo la base culturale per un alberghino da fiaba.Le
sale comuni, i piccoli angoli appartati, sono di una
bellezza e di un calore non comune; lo stesso vale per
le camere, che sono importanti e lussuose senza essere
né eccessive né leziose. Insomma, c'è
la classe tra i mobili antichi, le suppellettili di
una volta, le cascate di fiori freschi, i velluti, i
tendaggi, i vetri istoriati, le applique e le abat-jour,
le poltrone e i divani...Se poi fosse vietato fumare,
che meraviglia ulteriore sarebbe! La prima colazione
nella fascinosa bianca saletta affacciata su uno scampolo
verde sarà il modo migliore per affrontare una
giornata di lavoro o romanticismo. Molti "pro",
pochi "contro": la tv senza televideo e la
spia del modem che segnala un allarmante giallo. Chissà
se funziona? In futuro, nell'attuale cortile, un altro
scampolo di verde e, sotto, una piscina coperta. Sta
a vedere che Torino diventa anche meta turistica? |
I
Viaggi di Repubblica
Raffaella Scuderi
Dalle
vie geometriche del centro di Torino si apre una piccola
strada pedonale su cui si affaccia discreto, il sofisticato
Hotel Victoria. Siamo a due passi da Via Roma e piazza
San Carlo, ma la città, soggiornando al Victoria,
diventa un dettaglio, perché non appena si entra
l'atmosfera è quella che si può respirare
in una nobile residenza provenzale. La vita animata
della Torino degli affari non riesce a entrare all'interno.
Le sale comuni della hall sono arredate con bei pezzi
d'antiquariato armonizzati sapientemente con divani
dai motivi floreali e mobili d'epoca. Non ci sono soprammobili,
solo gabbie d'uccelli dalle forme diverse portate in
Italia dai proprietari dell'albergo in seguito a viaggi
in giro per il mondo. Si sale alle camere con un ascensore
da condominio valorizzato da dipinti a tempera sulle
porte scorrevoli. Ed ecco le camere, una diversa dall'altra,
con bagni in marmo pregiato, importanti tendaggi e qualche
tocco orientale. La 310, piccola, ma luminosa e accogliente,
in pieno stile provenzale con tanto di letto a baldacchino;
la 206, soprannominata "la giaguara", dai
colori caldi e sensuali, con l'originale copriletto
e le poltroncine; e, infine, il gioiello del Victoria,
la 408: vasca a idromassaggio a vista nella camera da
letto, marmi bianchi nel bagno e antiche stampe indiane
alle pareti. E la mattina, al risveglio, la colazione
a buffet nella luminosa sala accanto alla reception,
tutta a vetrate su un giardino interno. |
Dove
Edoardo Raspelli
Si
trova nel centro della città, vicino a piazza
San Carlo. Inaspettato, sconosciuto, alloggiato in un'anonima
costruzione degli anni Cinquanta, l'albergo è
una delle sorprese più gradite del capoluogo
piemontese. Di proprietà della famiglia Vallinotto
- lui docente universitario, lei signora di gran gusto
- ha 100 camere confortevoli, ovattate da moquette e
ricchi tendaggi, diverse per mobili e colori ma tutte
molto tranquille perché si affacciano o sul giardino
interno o su via Costa, una strada chiusa al traffico.
E l'effetto silenzio è aumentatodalle cortine
dei letti a baldacchino che isolano come in un'alcova.
Si fa colazione in un'ampia sala-gazebo immersa in un
giardino: sembra di essere a Londra in Hyde Park. Il
buffet della colazione è diviso in diversi angoli.
Accanto a caffé, té e latte, il bricco
della cioccolata calda si accompagna alla brioche appena
sfornate e alle torte fatte in casa. Oltre alle marmellate
classiche, ecco le più inedite (di rosa canina,
sambuco, mela, noci, fico nero e pomodoro verde) e quattro
tipi di miele, frutto della ricerca dei proprietari
che al Salone del Gusto di Torino hanno selezionato
diverse piccole aziende di grande qualità. Tra
le novità scoperte ci sono le creme da spalmare:
quella classica alle nocciole e poi al cioccolato bianco,
al limoncello, al caffé e al cioccolato fondente.
Per i salutisti è prevista una scelta di frutta
secca con cui arricchire i quattro tipi di fiocchi di
cereali e le macedonie di frutta fresca. Il settore
dedicato al salato presenta paté di prosciutto
e di carne, formaggi magri o grassi come roquefort,
fontina e brie, un'alzatina di uova sode e à
la coque (con cartellini che segnalano i minuti di cottura)
e succhi freschi: di mela, agrumi o frutti tropicali.
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